Cartografie della Storia — Archivio Corriere della Sera

UX/UI · 2026
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  • Accessibilità WCAG
  • Service e content design

Il problema

Il Corriere della Sera racconta l'Italia dal 1876 e il suo archivio in via Solferino conserva 1,2 milioni di reperti digitalizzati, 54.000 prime pagine e oltre 12.000 collezioni, ma è consultabile quasi solo su appuntamento e da ricercatori che sanno già cosa cercare. Il sistema digitale in costruzione è pensato per specialisti, quindi il pubblico curioso resta fuori, mentre le visite online agli archivi nazionali sono cresciute del 600% in cinque anni. La domanda di ricerca era come rendere l'archivio accessibile a utenti con bisogni, ritmi e obiettivi diversi, valorizzando quello che esiste già.

La ricerca

Abbiamo lavorato su quattro livelli, ovvero desk research sulla Fondazione, competitor analysis su BBC Archive, Europeana e GNM Archive con comparable come Atlas Obscura e Google Arts & Culture, una visita etnografica in via Solferino con interviste alle curatrici e infine la sintesi in personas e journey map. Tre frasi delle archiviste sono diventate i principi del progetto, e in particolare che il patrimonio non è il singolo documento ma le relazioni tra i documenti, che l'archivio ha una grammatica propria e che il digitale deve raccontare, non solo mostrare oggetti belli.

La soluzione

Un sistema editoriale digitale che trasforma l'archivio in una mappa narrativa interattiva, dove si esplorano le connessioni tra eventi, persone e temi seguendo percorsi costruiti sui propri interessi. Lo stesso sistema serve due utenti opposti: il curioso trova ingressi multipli, la prima pagina del giorno in cui è nato e percorsi curati, mentre il professionista ha ricerca full-text sugli OCR, filtri, citazioni in formato Chicago o APA e raccolte tematiche. L'architettura si regge su cinque aree, i wireframe sono stati testati in due round con utenti reali e sulle linee guida WCAG, e il design system parla la lingua del giornale con i caratteri Solferino e Brera. Il prototipo web navigabile ottiene 100/100 nel test di accessibilità Lighthouse e aggiunge un widget di personalizzazione, un lettore vocale e descrizioni automatiche delle immagini.

Intorno al sistema abbiamo disegnato un ecosistema di sei canali che si rimandano l'uno all'altro: una newsletter che racconta l'archivio stesso, il podcast A Mano che parte ogni volta da un oggetto fisico, un canale YouTube, manifesti in città, l'evento annuale La notte dell'Archivio e un ponte fisico-digitale con QR e NFC sui reperti. Il piano di realizzazione prevede 15 persone e 24 settimane in sei fasi, dall'idea al go-live.

Il mio ruolo

Progetto in quattro con Maria Chieregato, Yating Hu e Giampaolo Zirone. Ho seguito in particolare l'architettura dell'informazione e il prototipo navigabile, costruito in React e pubblicato online perché la giuria potesse provarlo da sola.

Risorse utili

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Guido